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MUSEI DI SCULTURA (Museo Pio - Clementino e Museo Chiaramonti)

MUSEI DI SCULTURALe sculture conservate in questi musei, quando non sono opere originali greche, o di artisti o scultori romani sono copie romane, piu’ o meno fedeli, eseguite nei secoli I e II di opere originali di artisti greci, noti o ignoti, o delle loro scuole. Talvolta pero’ il copista romano ha attinto per lo stesso lavoro a piu’ modelli, oppure si e’ liberamente ispirato al modello adattandolo alle esigenze del proprio compito, come, ad esempio, nei ritratti di teste maschili o femminili che sono state collocate su corpi adattati. Dobbiamo considerare, inoltre, che in eta’ moderna i restauratori sono quasi sempre intervenuti con la loro opera, sia in marmo o in altra pietra, sia in gesso, nelle antiche sculture, per completarle, contribuendo ad affievolire o a deformare gli originari caratteri. Non bisogna dimenticare che gli originali greci e molte volte anche le copie romane ebbero una piu’ o meno estesa coloritura che oggi e’ scomparsa del tutto.

Sala a Croce Greca

All’ ingresso della sala troviamo il Busto di Pio VI ( 1775-1799 ), il pontefice al quale si deve il Museo Pio-Clementino. Due Sfingi in granito, simili ma di diversa provenienza ( la prima dalla Basilica di San Pietro e la seconda dalla Villa di Papa Giulio III ), entrambe di eta’ romana. Tra le Sfingi un mosaico a colori che rappresenta un cesto di fiori proveniente dalla via Appia del secolo II. A sinistra una statua di donna che deriva da un tipo greco del secolo V avanti Cristo con la testa forse non pertinente, probabile ritratto di Cleopatra. Vi e’ un grande sarcofago in porfido di Costantina, figlia di Costantino il Grande, con figure simboliche cristiane ( putti vendemmianti, pavoni, montone ) tratte dal repertorio tradizionale pagano e grandi girali di acanto. Sempre a sinistra troviamo la statua di Augusto il cui corpo riproduce il tipo greco del Diomede del secolo V avanti Cristo la statua di Lucio Vero giovane del 161 e, ai lati della porta che mette alla Sala Rotonda, due Talamoni di stile egiziano, ma di eta’ romana (117-138 ) provenienti da Tivoli. A destra vi e’ la statua di Gaio Cesare, nipote di Augusto, un grande sarcofago in porfido di Sant’ Elena, madre di Costantino il Grande, con figure di cavalieri romani, di barbari prigionieri e di caduti. Nel centro della sala troviamo il mosaico a colori che rappresenta uno scudo con busto di Minerva e le fasi della luna del secolo III. Nella parete dietro il sarcofago di Sant’ Elena vi sono frammenti di iscrizioni tra cui quella con il famoso carmen : “ Enos Laes iuvate “, copia del II.

Sala Rotonda

Il pavimento e’ occupato da un grande mosaico a colori proveniente da Otricoli, con scene di lotta fra Greci e Centauri e figure di Tritoni e Nereidi del sec I dopo Cristo. Il restante mosaico in bianco e nero e’ del secolo II dopo Cristo e proviene da Scrofano. Al centro e’ una colossale tazza di porfido che ha una circonferenza di 13 metri, proveniente, forse, dal Foro Romano. Dalla parte destra in poi vi sono : Un busto di imperatrice, forse Giulia Domna del II-III dopo Cristo. Una statua del Genio di Augusto, tra il 30 avanti Cristo ed il 14 dopo Cristo. Il busto di Pertinace del III dopo Cristo. Il busto di Giove, da Otricoli, da originale greco del secolo IV avanti Cristo. La statua di Antinoo, il favorito di Adriano e morto nel 130 dopo Cristo e rappresentato come Bacco. Il busto di Faustina Maggiore, moglie di Antonino Pio, morta nel 141 dopo Cristo. La statua di divinita’ femminile forse Demetra, Cerere, vestita di peplo ( la veste dorica consistente in un rettangolo di lana senza cuciture e aperta sul fianco destro, da originale greco del secolo V avanti Cristo. Il busto di Adriano di eta’ compresa tra il 117 e 138 dopo Cristo dal suo mausoleo di Castel Sant’ Angelo. La statua colossale di Ercole in bronzo dorato, una delle piu’ alte dell’ antichita’, trovata tra i resti del Teatro di Pompeo. Opera romana ispirata allo stile di Scopas datata tra il I secolo avanti Cristo ed il I secolo dopo Cristo che mostra caratteristiche del tutto simili all’ Ercole del Foro Boario. Entrambe le sculture, infatti, mostrano il caratteristico ritmo chiastico dello stile di Lisippo, in cui il peso dell’ intera scultura poggia su di un piede. Tale figura differisce dall’ Ercole Farnese perche’ piu’ corpulenta, con una muscolatura molto evidente. La statua di Era ( Giunone ) detta Era Barberini, replica romana di un originale greco del secolo V avanti Cristo, dello scultore Alcamene.Tale scultura mostra una dea che indossa una corona ed un peplo, abito bianco che erano solite indossare le donne prima del 500 prima di Cristo,che le stringe il corpo e che le scopre leggermente il seno. La figura tiene nella mano sinistra una patera, coppa usata per i sacrifici rituali, e nella destra uno scettro. Erma di divinita’ marina, forse personificazione del golfo di Baia, opera romana ispirata da un originale greco di eta’ ellenistica del secolo II avanti Cristo, proveniente da Pozzuoli. Statua di imperatore, forse Galba, comunemente ritenuto Nerva del I secolo dopo Cristo. Il busto di Serapide, replica di un originale greco del IV secolo avanti Cristo. La statua di Claudio sotto l’ aspetto di Giove. La statua gi Giunone Sospita dea di Lanuvio, creazione romana con elementi italici e greci del secolo II dopo Cristo. Il busto di plotina, moglie di Traiano, morta nel 122 dopo Cristo.

Sala delle Muse

In tale sala che fu aperta al pubblico nel 1784 possiamo ammirare un insieme di sculture ritrovate a Tivoli nella villa di Cassio e che hanno subito delle parziali trasformazioni dai restauratori dell’ epoca. Tra di esse possiamo annoverare :  Erma di Pericle, che costituisce una replica dell’ originale di Cresilas del secolo v  avanti Cristo. Alle pareti della parte centrale della sala sono addossate le statue di sette Muse, cui si unisce la statua di Apollo Musagete raffigurato con una lunga veste e la cetra sul quale e’ raffigurato un piccolo Marsia scorticato. Tutto il complesso e’ ispirato ad un gruppo originale di artista non identificabile del secolo III avanti Cristo. Melpomene la Musa della tragedia. Talia, la Musa della commedia. Clio, la Musa della storia, Polimnia, la Musa della mimica. Erato, la Musa della poesia amorosa e della mimica. Calliope, la Musa dell’ epica. Tersicore, la Musa della lirica corale e della danza. Per completare il gruppo delle nove Muse, sono state adattate, in eta’ moderna, le statue Urania, Musa della astronomia ed in genere della poesia didascalica e Euterpe, Musa della lirica ; la prima deriva dall’ arte greca del secolo IV avanti Cristo, la seconda dall’ arte del secolo III avanti Cristo. Una notevole serie di erme di poeti, filosofi, dei sette Savi ed altri personaggi, delle quali una parte fu trovata insieme con il gruppo delle Muse, orna questa sala. Fra queste erme, che sono repliche romane di originali greci, si notino :  Epicuro, morto tra il 271 ed il 270 avanti Cristo da originale del secolo III avanti Cristo. Demostene ( 384-322 avanti Cristo ), Omero, da originale del secolo V avanti Cristo, Socrate ( 469-399 avanti Cristo ), da originale del secolo IV avanti Cristo, Platone  ( 427-347 avanti Cristo ), da originale di Silanion del secolo IV avanti Cristo, Euripide ( 480-406 avanti Cristo ), da originale del secolo IV avanti Cristo, Al centro della sala mosaico a colori con testa di Medusa e arabeschi, dell’ Esquilino del secolo II-III avanti Cristo. A sinistra, in alto, verso la Sala degli Animali troviamo il rilievo con danza di armati ( danza pirica ), opera neoattica ispirata ad un rilievo attico del secolo IV avanti Cristo. La Sala delle Muse dei Musei Vaticani e’ distante pochi minuti a piedi dal Bed and Breakfast roma centro storico denominato The Center of Rome Bed and Breakfast.

Sala degli Animali

Le scuture di animali, che danno il nome a questa sala, divisa in due ambienti, si debbono a molti artisti tra cui lo scultore di Carrara, Francesco Antonio Franzoni, vissuto tra il 1734 ed il 1818 che le scolpi’ interamente o in gran parte per il papa Pio VI ( 1775-1799 ). Le sculture, formate da marmi colorati usati per le piume e i mantelli, hanno lo scopo di creare un particolare zoo dove gli animali sembrano comunicare tra di loro, con gli eroi del passato, oppure con gli dei. In fondo alla sala, a destra di chi entra troviamo la statua di Melagro, eroe dell’ Etolia, che indossa un mantello intorno ad un braccio e che viene raffigurato vittorioso dopo una caccia. Si pensa che dovesse impugnare una lancia od un arco e ai suoi due lati vi si trova un cane ed un cinghiale ucciso. Si considera tale opera una copia dell’ originale di Skopas della meta’ del IV secolo avanti Cristo. Dubbio e’ il luogo dove tale scultura e’ stata ritrovata, se a Porta Portese, al Gianicolo o all’ Esquilino. A sinistra troviamo Tritone che rapisce una Nereide e degli Amorini. Questa opera e’ forse un originale del tardo ellenismo del secolo II avanti Cristo. Il Torso del Minotauro molto probabilmente da un gruppo assieme a Teseo che costituisce una replica di un originale greco del secolo V avanti Cristo. A destra troviamo la Testa colossale di cammello, replica di originale ellenistico del secolo II avanti Cristo. Scrofa con dodici porcellini. Opera romana, forse di eta’ augustea, in cui, malgrado il numero inferiore dei piccoli, si puo’ riconoscere la mitica scrofa di Laurento. Nell’ altra parte della sala, a sinistra dell’ ingresso, vi sono : Il Gruppo di Mitra che uccide il toro, opera romana del secolo II dopo Cristo. Alla parete dietro il Mitra abbiamo due piccoli mosaici a tessere minute con animali, raffiguranti un leone che assale un toro e una scena bucolica con capre, provenienti da Villa Adriana di Tivoli del secolo II dopo Cristo. Nel pavimento vi sono tre mosaici, uno a tessere bianche e nere con arabeschi e figure di animali nella parte centrale, e due a colori nelle parti laterali, rappresentanti commestibili vegetali e animali del secolo II dopo Cristo. Vi e’ poi la scultura del Giaguaro di epoca molto piu’ tarda, si pensa dello scultore Francesco Antonio Franzoni e, quindi del XVII secolo, poiche’ tale animale e’ tipico del continente americano. E’ formato da differenti pezzi di alabastro in cui le macchie gialle e nere coprono il manto e le gialle sono piu’ intense della parte centrale. Questo e’ il motivo per cui si pensa che sia un giaguaro invece di un leopardo. La Sala degli Animali dei Musei Vaticani e’ distante 5 minuti a piedi dal Bed and Breakfast roma centro denominato The Center of Rome Bed and Breakfast.

La Galleria delle Statue

Accoglie numerose e tra le piu’ importanti opere del Museo Pio Clementino e faceva parte del Loggiato del Palazzetto di Innocenzo VIII e, quindi, del quindicesimo secolo. In seguito, nel 1771-1772 tale loggiato fu chiuso da finestre e mura ed in fondo alla Galleria venne creata la Sala dei Busti. Le pareti della Galleria delle Statue erano dipinte da scene urbane e di paesaggi. Il Pinturicchio vi dipinse degli amorini. La scultura dell’ Arianna addormentata deriva da un originale ellenistico elaborato alla scuola di Pergamo nel II avanti Cristo e venne comprata da Papa Giulio II nel 1512 per essere utilizzata come decorazione di fontana nel Cortile del Belvedere. Per lungo tempo, specialmente in epoca rinascimentale, si ritenne fosse la Regina Cleopatra per il bracciale a forma di serpente posto sul braccio e, per tale ragione, fu commissionato al pittore Cristoforo Unterperger di dipingere la nicchia dove fu posta la scultura con disegni che ricordavano l’ Antico Egitto, ora coperti da una pittura rossa Nel diciottesimo secolo Ennio Quirino Visconti comprese che tale scultura si riferiva invece ad Arianna, la principessa di Creta, figlia di Minosse che aveva aiutato Teseo e poi da lui abbandonata, nel Labirinto del Minotauro. Ella fu poi presa in sposa da Dionisio. Sotto L’ Arianna troviamo troviamo un sarcofago con rappresentazione di Gigantomachia. Opera del secolo II dopo Cristo ispirata a originali di arte ellenistica del II secolo avanti Cristo. Ai lati due uguali grandiosi candelabri con ricca ornamentazione e rappresentazioni delle principali divinita’ greco-romane di Minerva Venere, Marte, Giove, Giunone e Mercurio. Si tratta di una opera romana di stile neoatticodel secolo II dopo Cristo proveniente da Villa Adriana. Lungo la sala a destra troviamo la Statua di Ermes ( Mercurio ). Replica di un originale greco di scuola mironiana del secolo V avanti Cristo. Il nome “ Ingenui “ al genitivo, inciso sul plinto, sembra essere il nome del copista romano. Statua loricata con testa di Lucio Vero, uno dei migliori ritratti di questo imperatore ( 161-169 dopo Cristo ). Il corpo e’ del I secolo dopo Cristo. Statua loricata del secolo I dopo Cristo con testa di Clodio Albino ( 193-197 dopo Cristo ) del quale i ritratti sono rarissimi. Eros ( Amore ) di Centocelle che costituisce una replica di un originale greco in bronzo del secolo IV avanti Cristo, difficilmente attribuibile al cerchio prassitelico. Nella sinistra teneva forse l’ arco, la destra era vuota o stringeva una freccia. Parte superiore di Tritone ( Centauro Marino ), e’ una replica di un originale greco ellenistico del secolo II avanti Cristo, nel quale e’ ancora avvertibile la derivazione dall’ arte di Scopas, autore di un thiasos ( corteo orgiastico ) del mare. Paride, come giudice della bellezza delle tre dee, probabilmente replica di un originale di Eufranore del secolo IV avanti Cristo elogiato da Plinio il Vecchio. Apollo Sauroctono che e’ una replica di un famoso originale in bronzo di Prassitele del IV avanti Cristo. Apollo giovinetto tenta di trafiggere come per gioco una lucertola che corre lungo il tronco di albero a cui egli si appoggia. Il soggetto che sembra irriverente, la delicatezza della forma, il molle ritmo del corpo, il sostegno necessario sono caratteri spiccati dell’ arte prassitelica. Amazzone Mattei e Statua seduta di Posidippo ( nome inciso sul plinto ), poeta comico greco del secolo III avanti Cristo. Dall’ altro lato della sala abbiamo la statua seduta di un altro poeta comico, si pensa sia Menandro. L’ una e l’ altra statua sono repliche di originali ellenistici, adattate per fare coppia ( si notino gli stivali tipicamente romani ). Statua seduta di Apollo citarista che e’ una replica di un originale greco di stile severo del secolo V avanti Cristo. Di questa fase dell’ arte greca sono rarissimi, nei Musei Vaticani, gli esempi ( un altro e’ la fanciulla che corre della Galleria dei Candelabri ). Statua di Opellio Macrino del 217-218 dopo Cristo, univa statua che e’ rimasta di questo imperatore che secondo il racconto di Erodiano, avrebbe voluto imitare Marco Aurelio nell’ aspetto. Statua di Satiro in riposo di Prassitele che e’ una replica di una delle piu’ celebri e copiate statue del grande artista ateniese del IV secolo avanti Cristo. Della natura animalesca del Satiro non restano, in questa figura, che le orecchie puntute, e, se si vuole, la capigliatura lanosa e l’ espressione maliziosa degli occhi e della bocca. Nella destra teneva originariamente un flauto. Si notino le strette corrispondenze stilistiche con l’ Apollo Sauroctono. Statua funeraria di una tal Liberata Fania Nicopoli rappresentante come dormente su di una cline. Opera romana del secolo II dopo Cristo. Accanto all’ ingresso che mette al Gabinetto delle Maschere vi e’ una Stele funeraria di un giovane atleta, accompagnato dal suo piccolo servitore che gli porge il vasetto per l’ unguento e lo strigile,  copia dell’ originale greco del secolo V avanti Cristo. La Galleria delle Statue dei Musei Vaticani dista pochi minuti a piedi dal roma centro bed and breakfast denominato The Center of Rome bed and breakfast.

 



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